Desiderio

Gio, 11/09/2014 - 22:05 — Artemedea

Desidero averti qui con me e il desiderio diventa fantasia. Fantastico su noi due, immagino un futuro che non è sogno, ma promessa. Una attesa per i doni che la vita ha da dare a chi si vuole bene, attesa per ogni attimo, ogni parola, ogni gesto, ogni bacio che sarà tra noi. E io ti penso, ti penso tanto forte da renderti reale. Immagino di averti al mio fianco, ricreo nella mia mente il viso, le mani, il tono della voce, i tuoi abbracci e la morbidezza delle labbra. Sono qui, aspetto e penso. A te.

Il sorriso dei demoni

Dom, 16/03/2014 - 21:49 — Artemedea

Si può giungere a temere ogni cosa, morte, vuoto, solitudine. Ma tutto ciò ci salva dalle inesperienze. Ci evita il pericolo di veder fallire le nostre azioni. Sono paure umane, latenti, insite in noi. Ma ve ne sono anche delle altre. Paure irrazionali che provengono dalla vita, dagli incontri che questa porta con se. Non portano un pericolo, sono semplicemente demoni. Demoni del passato vissuto, del presente incerto o del futuro sfuggente. Tali demoni non trascendono la carnalità ma ignorano il loro ruolo. Hanno dunque corpo e nome e volto.

L'arte del volo

Lun, 10/03/2014 - 23:09 — Artemedea

Ed ecco arrivare le parole, mie fedeli compagne. Calde e inebrianti, amiche abili a ricostruire il ponte con il ragazzo che ricordo essere stato. Ora posso creare un filo con me e raggiungermi. Mi domando quanto avrei scommesso sul mio rimanere innocente.

Il vecchio artista

Dom, 20/10/2013 - 22:16 — Artemedea

Vi era un artista, un uomo di grande talento. In lui si scorgeva il genio, la prontezza di chi ha vissuto una vita piena. L'arte nasce dalla malinconia, e la malinconia è frutto delle esperienze. Chiunque abbia un cuore porta il se il peso di ogni attimo emozionale trascorso.

Temo la vecchiaia, temo di diventare un uomo canuto. Non ho un cuore abbastanza forte da sopportare il ricordo della mia vita. Poche persone amano la propria vita quanto me. Sebbene non sia stata nulla di speciale, è la mia.

Non mi dimenticherò di te

Mar, 17/09/2013 - 22:08 — Artemedea

Il battito non si altera mai. Sembrerebbe un cuore intoccabile, parrebbe non volersi far coinvolgere. Mi pesa provare setimenti, mi è difficile dimostrarmi aperto. Io sono roccia inalterabile. Alle volte però si apre uno spiraglio. Ma non è per l'oggi, è per ciò che è stato. Tutto è perchè prima è stato. Un tempo fissavo il vuoto e il vuoto mi rivelava l'immensità che c'era dentro di me. Potevo spaziare in me stesso, saziarmi delle mie idee e della mia arte. Adesso invece in vuoto sembra semplicemente ciò che è, ed io mi sperdo.

La tua chioma

Ven, 23/08/2013 - 22:46 — Artemedea

Fluisce soffice la tua chioma tra le mie dita. Fluisce e fugge, mentre io afferro l'aria vuota. Troppo tardi. Esistevi prima, ora non più. Esisteva lo spettro di un'emozione passata, esisteva lo spettro di una paura lontana. La vita ritorna ciclica mostrandoci volti sempre diversi, ma sempre uniti dai medesimi dubbi, dalle mie identiche incertezze. Chi è in queso giorno a guardare il futuro con le tinte calde dell'alba? E' notte, e pochi se ne accorgono. Dunque è qui che io serro le mie mani, nei dedali tenebrosi di pensieri ormai vecchi che non mi appartengno più.

Nessun Luogo

Lun, 27/12/2010 - 23:57 — Artemedea

Capita anche a me di smarrire il fine. D'un tratto, fisso il vuoto, e non rammento più quale sia il mio personale 'perché', lo scopo dell'esistente. Ed è grave, di abissale sconforto, perché la cosa smarrita deve essere trovata e cercandola si rischia di accorgersi che mai era esistita. L'affannata ricerca non conduce a nessun luogo.

Sul filo perduto

Gio, 17/06/2010 - 01:33 — Artemedea

Mi chiedo se esista realmente un filo conduttore. Se gli accadimenti che interferiscono nello scorrere della vita abbiano una logica superiore, un bene sconosciuto. Mi chiedo se questo Karma mi abbia in considerazione.

Io mi muovo sulla terra, pronuncio frasi e compio azioni. Faccio parte o non parte del grande disegno? Sarei io il centro di gravità o il satellite? Il mondo e le persone che lo abitano, esistono per me o per loro stesse?

Delle verdi lande ove riposa il cuore stanco

Dom, 16/05/2010 - 14:30 — Artemedea

E tutto mano a mano si ritrae. Lentamente, con cautela, al passo della chiocciola. Il tumulto viene a placarsi, placido. L'acqua turbinante si confonde nell'acqua cheta. Nella mente si soffermano verdi prati, scogliere nordiche in fronte al mare. Il promontorio freddo, antico, saldo. Si guarda lontano, si guarda vicino. Una colline d'erba, un ciottolo consunto dalla risacca. Niente ansia, nulla si muove, tutto attende, tranquillo. E il tempo della calma, il tempo che fa da preludio al nuovo tutto.

Sul sapore del metallo

Dom, 02/05/2010 - 16:57 — Artemedea

E ci si chiede come mai, quando tutto sembra andare bene, stabile, senza paure o traumi irrisolti, certe cose vedute o sentite lascino male. Il desiderio dell'ascia, così atavico, così vecchio e profondo, riemerge. Tutto demolito, tutto frantumato, massacrato, solcato dai colpi della lama. Il desiderio di malvagità che pervade, la testa che si abbassa, gli occhi che sfuggono sotto le palpebre, le labbra che sogghignano maligne. Il sapore del sangue si mescola a quello del ferro. La lingua sente l'amaro della ruggine che ricopre le mura degli inferi.